Immersi nella natura per trarne maggior beneficio

Mai come in questo periodo le persone hanno sentito il desiderio di cambiare il modo di vivere. Hanno sentito la necessità di fondersi con la natura lasciando città, trasferendosi in luoghi più isolati dove la natura stessa fa da padrona. Credo che gli anni delle grandi città come stile di vita stiano ormai esaurendo.

Le persone e soprattutto i giovani hanno bisogno di tornare a quelle attività tanto bistrattate e derise fino a poco tempo fa. Sto parlando di coltivare un orto, allevare degli animali e sopratutto ritrovare una comunità con cui poter condividere le proprie giornate. Addirittura alcuni decidono di condividere spazi fisici per vivere assieme : co-housing.

Uno stile di vita sostenibile alcuni lo stanno già sperimentando con gli eco-villaggi. L’ecovillaggio è uno spazio in cui delle persone decidono di vivere in armonia e cooperazione con la natura condividendo abilità e metodi sostenibili e pacifici. Il basso impatto ambientale ed ecologico dell’ecovillaggio è il principio stesso di vita. Non esiste una tipologia di ecovillaggio perché ognuno ha le proprie caratterististiche dettate anche dal tipo di territorio in cui sono situati.

Il principio base dell’ecovillaggio resta comunque creare uno stile vita basato sulla sostenibilità ecologica, socioculturale ed economica. Il soddisfare i propri bisogni primari devono essere in armonia con la natura stessa, tanto da poter migliorare le prospettive per le generazioni future. Utilizzano pratiche come l’agricoltura biologica e biodinamica, la protezione delle biodiversità, l’edilizia ecologica e l’energia autoprodotte, il co-housing, l’homeschooling, la cooperazione e l’aiuto reciproco.

Il GEN (Global Ecovillage Network) è un network che comprende una rete che copre i 5 continenti. La rete è composta da circa 10.000 comunità e progetti correlati in cui le persone vivono insieme in maggiore armonia ecologica. Ne esistono alcuni di grandi dimensioni come Sarvodaya (2.000 villaggi sostenibili attivi nello Sri Lanka); la Federazione di Damanhur in Italia e REDES in Senegal; così come piccoli ecovillaggi rurali come Gaia Asociación in Argentina e Huehuecoyotl in Messico. Comprende anche progetti di ringiovanimento urbano come Los Angeles EcoVillage; siti di progettazione della permacultura come Crystal Waters, Australia, Cochabamba, Bolivia e Barus, Brasile; e centri educativi come Findhorn in Scozia, Center for Alternative Technology in Wales, Earthlands in Massachusetts e molti altri.

Gli ecovillaggi in Italia ce ne sono di varie dimensioni, organizzazione sociale, amministrativa, culturale e sono elencati nel RIVE (Rete Italiana Villaggi Ecologigici). Alcuni si possono anche visitare, fare formazione e sperimentare la vita stessa nell’ecovillaggio. Sono anche di appoggio per nuovi insediamenti.

1 commento

  1. molte bello. scritto bene. scritto con impegno e passione mi piace continuerò a leggerli.

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