
Si sta avvicinando la primavera e già noi siamo proiettati su delle attività che si possono fare all’aperto.
Ciao sono Lisa, lettrice compulsiva di libri, amante della scrittura con un sogno nel cassetto: scrivere un libro tutto mio!
Prima o poi lo farò, nel frattempo mi diletto nella scrittura di questo blog (non che sia più facile è!). Le idee spesso vengono partorite quando sono in macchina e sto portando i miei figli allo sport o altro e, come sempre non ho nulla su cui annotarle.
I miei tre figli Gaia, Filippo ed Emanuele sono homeschoolers ed assieme a mio marito Luca (grande sostenitore di questo blog) e al nostro simpaticone Jack Russel di nome Jack, provvediamo al loro apprendimento in famiglia.
Questa è la nostra famiglia a piedi scalzi.
Se vuoi saperne di più ti invito a passare di qua
Ci sono molte attività da fare all’aperto che possono portare benefici fisici, mentali e, perchè no, possono essere spunti per apprendere nuove competenze.
Te ne voglio proporre tre per il momento, anzi, potresti aiutarmi e darmi qualche altro spunto nei commenti così da poter essere più completo ed utile questo contenuto.
Le tre attività che oggi voglio proporti sono:
- arrampicarsi sugli alberi
- stone balance
- bagni selvaggi
Arrampicarsi sugli alberi

Se c’è un cosa che amano fare i bambini in casa è arrampicarsi. Ma è un gioco che lascia poco spazio all’immaginazione quando è praticato tra le mura domestiche.
Portate un bambino in un bosco proverà a cercare sempre qualcosa su cui arrampicarsi. Sembrano dei piccoli esploratori in missione a cercare qualcosa o un albero degno di una vera arrampicata.
Anche un bambino piccolo di 2-3 anni, posto dinnanzi ad un albero con i rami bassi, alla sua portata, inizierà a suo modo ad arrampicarsi. E ciò avviene d’istinto, senza aver visto nessuno farlo, non è una questione di imitazione ma proprio di una spinta interna alla scalata.
Il bambino ha bisogno di arrampicarsi.
Le motivazioni e i benefici sono innumerevoli:
- allena la concentrazione
- si fortifica il coraggio
- mette in moto la volontà
- pensieri e riflessioni si attivano
- la curiosità prende il volo
- il corpo si fortifica, allena e sperimenta
- l’esperienza insegna
- la prospettiva cambia
- si entra in contatto con l’albero e i suoi rami, con la natura nella sua più autentica espressione
È un modo originario di approcciarsi al mondo!
Un modo naturale con cui apprendere in autonomia!
A qualsiasi età si sviluppano competenze e abilità nelle attività all’aperto.
Se ti risultano altre abilità/competenze non esitare a scriverle nei commenti.
Stone balance

Lo Stone balance, o come lo chiama Emanuele “sassi in bilico”, lo abbiamo scoperto anni fa al mare, quando ancora i ragazzi erano piccoli e per passare il tempo in modo alternativo abbiamo iniziato ad usare i sassi per fare delle torri, via via sempre più complesse e suscitando curiosità a tutti i bimbi che si avvicinavano.
Noi lo abbiamo utilizzato come gioco all’inizio ma poi documentandoci abbiamo scoperto che è molto di più.
Lo stone balancing, infatti, nonostante abbia un risvolto artistico riconosciuto, tanto da essere denominata anche “l’arte degli scultori spirituali”, è una vera e propria tecnica di meditazione orientale che fonda le sue radici in epoche antichissime.
Il balancing, quindi, portando con sé questo enorme valore spirituale, permette a chi lo pratica di aumentare la propria sensibilità a livello mentale, oltre a incrementare la capacità di comprendere la materia e lo scambio che avviene tra soggetto e pietra nel momento della posa, assaporandone anche i limiti e la precarietà.
Ed è proprio questo uno degli aspetti positivi di questa tecnica. L’assenza di tempo. O meglio la mancanza di un timer o di una scadenza da rispettare, di stress o di giudizio.
Lo stone balancing, infatti, pur avendo una buona dose di soddisfazione estetica in chi lo esegue, porta con sé una carica di positività e benessere legata essenzialmente alla serenità interiore di cui necessita la pratica.
Questo aiuta e ritrovare la pace favorendo anche una maggior:
- concentrazione;
- disciplina mentale;
- focalizzazione sul momento presente;
- sensazione di calma e tranquillità interiori;
- regolazione del proprio respiro;
- coordinazione occhio/mano;
- creatività.
- perseveranza
- pazienza
Si può fare in qualsiasi luogo, basta avere a disposizione dei sassi.
Per i bimbi più piccoli si possono utilizzare dei sassi piatti e posizionarli uno sopra l’altro, si possono anche dipingere con i vari colori.
Anche in questo caso la natura ci fornisce elementi per poter praticare e potenziare le nostre abilità.
Bisogna però avere sempre rispetto dei luoghi e dei materiali che troviamo a disposizione in natura, senza deturparli.
Bagno selvaggio

Il bagno in acque libere, è la pratica di nuotare in uno specchio d’acqua naturale. «Ai tempi dei nostri nonni, le pozze naturali erano i luoghi in cui tutti imparavano a nuotare e si riunivano durante i giorni d’estate – per sguazzare, giocare e fare picnic.
I bagni in fiumi o laghi freddi, oltre ad avere benefici fisici, tra cui la tonificazione, lo scambio superficiale termico della pelle (i bagni non devono durare più di 15 minuti), la fortificazione del corpo, ha anche notevoli benefici mentali.
- L’acqua è uno spazio dove possiamo disconnetterci completamente. Aggiungete l’effetto calmante del paesaggio naturale e i benefici raddoppiano.
- L’immersione ripetuta in acqua fredda permette l’acclimatamento, includendo una riduzione della reazione da shock termico – una riduzione nel livello degli ormoni dello stress (noradrenalina, cortisolo, corticotropina).
- I bagni selvaggi innalzano anche il nostro livello naturale di cannabinoidi, sostenendo l’umore (si tratta del sistema responsabile nei nostri corpi dei processi fisiologici come l’appetito, la percezione del dolore, l’umore e la memoria).
- Ti aiuta a connetterti con la natura. Uno studio recente suggerisce che passare 120 minuti alla settimana a contatto con la natura aumenterà il benessere. Potete suddividerlo in 15 o 20 minuti al giorno o concentrarlo in un giorno a settimana, il risultato non cambia.
Lasciare liberi i bambini e ragazzi di sperimentare anche in questi ambienti aiuta nelle fasi di apprendimento naturali che non si vedono breve termine ma si possono riscoprire e tirare fuori nei momenti del bisogno.
L’apprendimento naturale ed esperenziale come sosteneva Dewey, è un processo nel quale si integrano l’esperienza e la teoria, l’osservazione e l’azione (trovi informazioni in merito qui). Infatti chi apprende utilizza l’osservazione per orientare l’azione in modo consapevole. L’avvio del processo è dato dall’impulso, che alcuni autori definiscono motivazione.
Queste sono solo alcune delle attività che si possono fare all’aperto in cui si possono acquisire competenze ed apprendere in modo naturale e libero.
E tu quali attività all’aperto ti piacciono fare con l’arrivo della bella stagione e, perché no, anche durante la stagione fredda?
Scrivimelo nei commenti qui sotto!
