Questo tipo di approccio all’apprendimento risale ancora nel 1900 con il filosofo e pedagogista statunitense John Dewey

La formazione di Dewey è stata fortemente influenzata dal pragmatismo americano: il pragmatismo era una corrente filosofica tipicamente americana secondo la quale la verità si identificava con le esperienze concrete e le operazioni a esse collegate; per i filosofi di questa corrente il pensiero è un processo attivo che dipende da un comportamento e da una credenza.

Lui riteneva importante ed essenziale l’esperienza come rapporto tra uomo e natura. L’uomo non è uno spettatore passivo bensì interagisce con ciò che lo circonda.

Dewey osserva come l’esperienza della natura crea un rapporto tra la teoria stessa dell’esperienza e la teoria della natura. Esperienza e natura sono un unico processo di vita dell’uomo. Infatti dice:

L’esperienza denota ciò che è sperimentato, il mondo degli eventi e delle persone…il posto della natura nell’uomo è non meno significativa del posto dell’uomo nella natura…la natura nell’uomo riconosciuta e usata, è intelligenza e arte.

La concezione di esperienza da parte di Dewey contribuì in maniera significativa alla riflessione pedagogica internazionale: è rilevante come l’esperienza della natura e nella natura non sia mai identica ad un’altra, ma sia speciale e persistente come valore educativo. Da qui l’imparare in natura.

Outdoor education

Da qui si può comprendere dunque il valore dell’ Outdoor education, o educazione all’aperto, in cui il fanciullo con l’utilizzo di esperienze in natura acquisisce competenze e apprende in modo appunto naturale e libero.

Molte famiglie hanno scelto di far imparare in natura i propri figli, approcciandosi a questo tipo di educazione, lasciando al minimo l’utilizzo di libri scolastici, standard. D’altronde ogni essere umano è sempre predisposto ad apprendere se in natura perchè è stimolato da rumori, odori e da ciò che può vedere.

Da qui nasce allora la mia domanda: se è sperimentato che il fanciullo è più predisposto all’apprendimento in natura, al movimento, all’utilizzo di tutti i sensi amplificati, perchè l’istituzione scolastica rinchiude i bambini/ragazzi in classi per 5-6-8 ore al giorno con 10 minuti di “aria” ?

Perchè non c’è la volontà di creare esperienze e situazioni quotidiane in cui il fanciullo possa stare in natura o perlomeno all’aria aperta?

Credo che una lezione di storia, geografia, italiano o anche matematica sarebbe più apprezzata se vissuta all’aperto o in un luogo naturale.

Io credo che spesso non ci sia la volontà di fare piccoli cambiamenti, è più comodo fare un copia e incolla nel corso degli anni a venire.

Noi Homeschoolers abbiamo questa possibilità di poter stare in natura il più possibile. Abbiamo la possibilità di far apprendere in modo naturale i nostri figli. Se proprio non ci sentiamo appropriati per questo tipo di educazione cerchiamo almeno di uscire dalle nostre case portando con se anche i classici libri. Cerchiamo di far vivere un’esperienza diversa di apprendimento ai nostri figli.

Alcuni libri sull’Outdoor education:

Outdoor education: prospettive teoriche e buone pratiche

Con la testa fra le nuvole: outdoor education: scenari possibili e nuovi paradigmi educativi

Pedagogia del bosco. Educare nella natura per crescere bambini liberi e sani.

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