
Spesso, quando parlo con le persone e spiego la scelta della mia famiglia di fare homeschooling con tutti i ragazzi, la domanda che mi viene posta è la seguente: è possibile fare homeschooling con età diverse?
La risposta è sì.
Una delle abilità che il bambino o ragazzo acquisisce, facendo homeschooling, è l’autonomia nello studio. Ma non si intende il semplice imparare mnemonico delle nozioni scritte in un libro scolastico, ma di un attento approccio che va oltre, con ulteriori approfondimenti dal web, libri o altre fonti.
Per questo motivo, soprattutto per i più grandi non c’è la necessità di avere constantemente una persona accanto per tutto il tempo dello studio.
Una delle 8 competenze chiave europee è quella di imparare ad imparare, ecco che qui la persona che sta accanto al bambino o ragazzo deve essere un facilitatore, ossia deve fare in modo che il fanciullo possa trovare un ambiente ricco in cui poter trovare ispirazioni all’apprendimento o andare a trovare un ambiente che lo possa stimolare.
A riguardo niente di più semplice ed economico è la natura stessa. Solo passeggiando possiamo mettere in pratica molte “materie” ( ricordo che le materie sono una convenzione atta per facilitare l’istruzione pubblica), la scienza, la geografia, la storia, l’italiano nell’esporre i propri pensieri e sentimenti, il sentire, il percepire e tante altre cose. Capite anche voi, che nel momento in cui si documenta ciò poi a casa l’autonomia è evidente.
Tornando a noi, gestire tre età diverse non è sempre semplice naturalmente, ma essendo liberi si cerca di farlo nel migliore dei modi.
Noi ci dedichiamo a una o al massimo due materie settimanalmente perché, in questo modo, si ha la possibilità di sviscerare totalmente gli argomenti andando ad approfondire le tematiche che ci interessano di più. In questo modo si possono inserire documentari, libri dedicati o articoli pubblicati e devo dire che, se prima ai ragazzi bastava ciò che c’ era scritto nel libro scolastico, ora spontaneamente vanno alla ricerca di ulteriori informazioni utilizzando fonti varie.
Certo vi posso assicurare che non è sempre tutto “rose e fiori”, capiamoci bene, ci sono momenti in cui questo ingranaggio non è ben oliato e di conseguenza non si procede.
Come gestiamo quindi questa situazione? All’inizio del nostro percorso di homeschooling io mi arrabbiavo, perché non capivo per quale motivo una cosa fino a pochi giorni fa funzionava alla grande e poi tutto d’un tratto salta. Ora con esperienza in più e un continuo lavoro di deschooling, soprattutto da parte mia, ho capito che rispettando i tempi dei miei figli e ascoltando le loro necessità tutto si risolve in pochi giorni. D’altronde siamo essere umani in continua evoluzione, soprattutto i bambini e i ragazzi ed è quindi impensabile pensare che una dinamica di vita quotidiana si mantenga costante tutti i giorni.
Certo con l’esperienza ho anche maturato la consapevolezza che didattica e sapere non vanno a braccetto, il sapere è un concetto più profondo, intrinseco alla persona ed intimo.
Il sapere di un essere umano non è lo stesso di un altro.
D’altronde anche il pensiero diventa divergente e ogni homeschooler se lo fa suo e decide come e a cosa pensare.
Per questo, nel momento dell’esame di idoneità, la scuola non dovrebbe proporre un esame standard scolastico, perché di scolastico l’homeschooling non ha nulla. Spesso gli insegnanti, con il libro davanti, si incaponiscono a interrogare il ragazzo o bambino invece di procedere con un colloquio, uno scambio di impressioni, idee, pensieri.
Gli homeschoolers questo lo sanno fare, non sono stati cresciuti e istruiti tutti allo stesso modo. Noi abbiamo avuto esperienze diversificate, abbiamo avuto insegnanti felici di ascoltare i nostri figli e che hanno interagito con loro come persone e non come esaminatori, mentre abbiamo avuto esperienze anche di insegnanti esaminatori che hanno voluto trovare difetti e mancanze dove non ce n’erano, anche se comunque l’esame (perché di questo si è trattato) è andato molto bene.
Un esempio di come procedere può essere:
- stilare un programma personalizzato di argomenti che soddisfino il raggiungimento delle competenze dell’anno di studio (indicazioni nazionali)
- suddividere gli argomenti nelle varie settimane in cui si intende studiare (tenere conto di massimo 2 materie a settimana)
- prevedere alcune settimane o giorni liberi per imprevisti, gite o ripassi
- prevedere ogni giorno o ogni 2 giorni 20 minuti di speaking in inglese e seconda lingua (video in lingua madre, ascolto e cerco di capire una canzone, conversare con qualcuno che conosce la lingua…..)
- il fine settimana o quando si desidera fare un resoconto di ciò che si è appreso
- scrivere gli argomenti trattati ed eventuali esperienze ( così si agevola la stesura del portfolio in previsione dell’esame di idoneità)
Questo è il nostro modo di operare a grandi linee. Noi privilegiamo sempre e comunque l’apprendimento tramite l’esperienza pratica, la relazione con persone diverse che possono arricchire. Non ci limitiamo solo allo studio mnemonico degli argomenti, ma cerchiamo sempre di cercare il qualcosa in più, la curiosità particolare.
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