Metodo alternativo di apprendimento dei modi e dei tempi dei verbi

Cosa significa apprendere dall’esperienza personale?

Molto spesso si sente parlare di Unschooling (apprendere dall’esperienza personale) ma non si riesce ancora a dare un preciso significato a questo termine.

Possiamo dire che si tratta di di un apprendimento libero basato su specifici interessi del bambino. Può essere affiancato dall’adulto oppure lasciato libero al bambino.

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Ma come può imparare il bambino senza guida dell’adulto?

Questa è una delle domande che mi vengono poste quando racconto della nostra scelta di apprendere e che genera sempre stupore e anche preoccupazione.

Ricordiamoci che l’apprendimento è intrinseco in ogni essere umano. Infatti già dai primissimi giorni di vita il bambino acquisisce competenze a seconda delle proprie esigenze: impara a succhiare il latte, impara a piangere per esprimere un proprio bisogno, impara a gattonare, camminare, parlare e tutto senza una lezione frontale spiegata attraverso un libro e una lavagna!

Man mano che il bambino cresce coltiva interessi ed è attratto nel capire come svolgerli. Pensiamo solo a quali competenze acquisisce nel porre dei cubetti di legno uno sopra l’altro senza farli cadere. Oppure semplicemente nel capire cosa succede quando un oggetto cade da una certa altezza (avete memoria delle posate lasciate cadere e dell’attenzione posta dal bambino durante questa azione?), secondo voi era un semplice “dispetto” o un’esigenza di apprendimento in quel momento?

Magari queste cose mi fossero state dette con la mia prima figlia, o meglio, mi fossero state fatte capire come momenti di apprendimento e quindi vissuti con molta più leggerezza.

Libri che accompagnano le giornate della nostra famiglia
A questo proposito, per chi non mi conosce, sono Lisa lettrice compulsiva di libri, amante della scrittura e con un sogno nel cassetto: scrivere un libro tutto mio! I miei tre figli sono Homeschoolers. Abbiamo deciso, non molti anni fa, di scegliere l’homeschooling come percorso di apprendimento. Se volete contattarmi per una chiacchierata trovate i miei contatti qui e i miei servizi qui.

Quindi torniamo a noi: cosa significa Unschooling?

L’unschooling, cioè apprendere dall’esperienza personale non ha vincoli, le aule scolastiche diventano le biblioteche, i musei, i parchi, i boschi, il supermercato. Ogni luogo può essere fonte di apprendimento per un bambino e al contempo acquisire competenze anche trasversali.

Anche facendo una torta si acquisiscono competenze: ricerca della ricetta, controllo e verifica che la quantità degli ingredienti sia esatta per il numero delle persone a cui vogliamo destinare la torta. Se così non fosse? Eseguiamo dei calcoli per riadattare la ricetta alle nostre esigenze. Osserviamo cosa succede quando si mescolano liquidi con densità diverse e, perchè no, durante la cottura ricerchiamo le origini della ricetta della torta.

Inconsapevolmente in ogni attività che si svolge a casa, all’esterno o incontrando persone si acquisiscono competenze e si apprende: questo è unschooling.

Man mano che il bambino cresce la sua voglia di imparare fa sì che le sue ricerche e i suoi studi diventino sempre più approfonditi, più strutturati e più accurati.

Ubschooling è un termine che ha coniato John Holt e al tempo significava semplicemente imparare senza andare a scuola. Oggi con Unschooling intendiamo quell’apprendimento in cui i figli sono lasciati liberi di decidere cosa, come e dove imparare qualcosa. Ciò non significa che i bambini vengono lasciati a sé, i genitori camminano a fianco, fornendo loro mezzi per ed esperienze affinché l’apprendimento possa essere completo.

Ma come possiamo essere sicuri che il bambino abbia imparato?

Questa è una domanda che spesso mi viene fatta perchè noi siamo cresciuti con un parametro scolastico per capire se il bambino ha appreso o meno: il voto. Io credo, che ponendo attenzione allo svolgimento dell’attività del bambino e instaurando con lui un dialogo (non un interrogatorio) possiamo verificare se il concetto, l’argomento o l’esperienza si sia trasformata in apprendimento. Ricordiamoci che unchooling non significa lasciare il bambino in balia di se stesso tutto il giorno, lo scopo dell’unschooling è quello di avere la possibilità di apprendere in modi più consoni alla natura del fanciullo.

Da dove partire per fare unscholing?

Per prima cosa è importante fare un periodo di destrutturazione, nostra prima di tutto. Questa destrutturazione di chiama deschooling (disimparare, disintossicarsi da schemi, programmi, metodi obsoleti di istruzione, voti…).

Lasciamo i bambini e anche noi, un pò liberi di sperimentare nuove idee, di approfondire alcuni argomenti o semplicemente di giocare perchè credetemi si apprende e si impara molto più giocando che obbligando un bambino seduto su una scrivania con dei libri astratti. Vi consiglio di approfondire questo argomento con un libro di John Holt: Come apprendono i bambini, vedrete con occhi nuovi questa fantastica avventura.

Per rendere questo contenuto ancora più utile non esitate a scrivere nei commenti le vostre riflessioni e magari le vostre esperienze.

Vi aspetto nei commenti e nei contatti.

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